Il Savagnin non è un vitigno: è un carattere. Ruvido, verticale, capace di stare in silenzio per anni e poi esplodere in un sorso che profuma di noci, pietra scaldata dal sole e vento del Jura.
Chi lo lavora in naturale lo tratta come un animale selvatico: niente additivi, niente maquillage, solo il tempo e il rapporto diretto con l’ossigeno. Il risultato è un vino che divide, innamora, sfida.
Questa selezione raccoglie bottiglie che hanno storie incastrate tra le doghe delle botti e un’energia che rende ogni sorso un piccolo viaggio. Non è un vino per tutti, ed è proprio questo il punto.